Cos’è il progetto “Un mare di laghi”?

Progetto “Un mare di laghi” –  Velaterapia 2015

un-mare-di-laghi7In adolescenza si fanno più importanti le differenze di qualità della vita tra persone con disabilità intellettiva (DI) e coetanei a sviluppo tipico (ST); al contempo, attitudini e atteggiamenti disfunzionali di questi ultimi nei confronti dei primi possono ostacolare l’integrazione sociale.

Basandosi sui modelli teorici dell’OMS e dell’AAIDD, è stato elaborato un intervento (Velaterapia) per incrementare attività e partecipazione sociale di giovani con disabilità intellettiva e al contempo permettere a coetanei a sviluppo tipico di confrontarsi con la tematica della diversità.

Le ricerche fino ad ora effettuate dallo staff di Vela Insieme hanno evidenziato come quest’esperienza si associ a dei cambiamenti statisticamente e clinicamente rilevanti su più fronti:

  • il comportamento adattivo e la qualità di vita dei partecipanti con disabilità intellettiva;
  • le conoscenze, le emozioni ed i comportamenti associati alla disabilità dai partecipanti a sviluppo tipico;
  • il benessere dei genitori con figli disabili che hanno partecipato al progetto.

In merito ai primi, se da un lato vi è la certezza che l’esperienza di navigazione possa aiutare a migliorare le proprie competenze di vita e la percezione di autoefficacia, rimane la convinzione che un intervento diffuso e dilazionato nel tempo potrebbe sicuramente giovare in misura maggiore rispetto che una singola esperienza di navigazione.

In relazione ai partecipanti a sviluppo tipico, rimane da comprendere come e quanto il cambiamento di atteggiamenti nei confronti della disabilità incida nella vita relazionale di tutti i giorni, oltre che se questi stessi miglioramenti si mantengano nel tempo. I pochi dati che abbiamo a riguardo sono tuttavia incoraggianti e mostrano come anche a distanza di un mese dalla prima esperienza la vicinanza sociale e le intenzioni di comportamento verso la DI si mantengano nel tempo.

un-mare-di-laghi4La proposta 

“Un mare di laghi” intende continuare ed estendere la tradizionale proposta di Velaterapia portata avanti dall’Associazione Vela Insieme, arricchendola tuttavia di due principali innovazioni: la continuità (estensione temporale) e la territorialità (contestualità).

La prospettiva più a lungo termine che guida e muove il progetto è anche quella di mettere a regime questo tipo di proposta in più anni, permettendo dunque ai partecipanti di continuare a frequentare il proprio equipaggio non solo durante l’esperienza di navigazione, ma anche in altri momenti dell’anno.

Le ricadute a livello di ricerca di questa innovazione sono duplici: da un lato sarà possibile raccogliere (e confrontare) i dati su questo tipo di intervento, esteso rispetto alla classica proposta di Velaterapia, dall’altro si creeranno i presupposti per la creazione di uno studio longitudinale, sia rispetto ai partecipanti con che senza disabilità.

Partecipanti

un-mare-di-laghi6Il target generale di riferimento del progetto “Un mare di laghi” si colloca da un lato all’interno del vasto panorama delle disabilità intellettive che interessano l’età evolutiva e la prima età adulta, dall’altro in un campione di ragazzi “normodotati” delle scuole medie superiori. La composizione eterogenea dei gruppi risponde ad una delle principali finalità del progetto, ovvero la creazione di opportunità di integrazione sociale al fine di incidere positivamente sul rapporto tra persona disabile e contesto di vita, nonché sulla creazione di un’idea di cittadinanza solidale.

Requisito principale per la partecipazione al progetto è la residenza nella regione Lombardia.

Nello specifico del progetto “Un mare di laghi”, si ipotizza che l’estensione della proposta di navigazione a più contesti e in più momenti possa incidere positivamente (ed in misura maggiore rispetto al passato) sia sull’aumento delle autonomie individuali e sulla qualità di vita per i partecipanti con disabilità cognitiva che sul cambiamento (e successivo mantenimento) degli atteggiamenti e dei comportamenti dei partecipanti a sviluppo tipico nei confronti della disabilità. Si ipotizza anche una ricaduta sulla creazione e sul rafforzamento della rete sociale percepita dai partecipanti con disabilità e dalle loro famiglie.